Purgatorio

Berkeley, 2003-2009 (May):

Ormai la navicella del mio ingegno

Per correr miglior acque alza le vele

E canterò di quel secondo regno

Che vede avanti a sé mar si crudele.

1.

A Berkeley io ho avuto visioni mistiche per un anno intero ogni giorno facevo University Avenue a piedi o in autobus entravo in campus dal lato ovest quello che guarda alla marina verso le 8 e 30 ogni mattina sono abitudinario non lo so perché ma ho scoperto che ho bisogno di alimentare abitudini mi oriento così saranno i 12 anni in fabbrica dalle 8 a mezzogiorno dalle due alle sei saranno gli anni al CSE dalle 9 alle 4 e insomma se la giornata si scombussola non importa gli imprevisti non mi turbano sempre che vengano da me ma devo avere uno schema in cui il momento eclettico sia regolato e insomma io arrivavo ogni mattina verso le 8 e 30 e il sole è ancora sotto la collina i colori del campus sono brillanti come solo in autunno possono esserlo c’è questo enorme Red Oak che domina lo spazio a destra ce n’è un’intera foresta lui sta solo a dominare costringere a strada a girargli attorno è immenso calmo e protettivo dà l’impressione della serena potenza sta tra le due faglie più famose del mondo e mentre gli edifici hanno bisogno di enormi bruttissime bretelle di acciaio per sostenersi si direbbe che lui poggia tranquillo su una aiuola e non sembra toccato dalla catastrofe impellente e io quando lo vedo nella luce indiretta del mattino non vedo un albero enorme ma un flusso un’energia e capisco che sono un privilegiato e che quello è un posto magico. Entro al Free Speech Movement Cafè prendo un cappuccino o un macchiato ed un plain croissant esco sulla terrazza di cemento scoperta tavoli di cemento attorno ad altre aiuole queste sono però rialzate al centro sta un alberello strozzato il parente povero della maestà appena incontrata poi verrà l’elegante e poco protettiva copertura più tavoli e sedie decenti ma all’inizio è solo cemento su cemento non importa la magia persiste non c’è nessuno prima delle nove le biblioteche sono chiuse solo chi insegna alle otto arriva in campus ma appunto sta in classe in ufficio lavora io no io preservo mantengo trascino con me quell’aura quel mistico feeling quella sensazione della straordinarietà di trovarmi in un posto storico non solo storico in quel periodo per me Berkeley non è la sua storica funzione non lo diventerà forse mai anzi sì una volta all’inferno una volta al di fuori via lontano da qua Berkeley ritorna quello che anche è ma ora che nel Purgatorio sono immerso è invece questo impreveduto golfo mistico che taccia ogni cosa  trasmette una sensazione impensata mai sentita l’idea che mia madre mio fratello mio padre se potesse dovrebbero vedere questo posto e capirebbero che le ore sudate il lavoro incessante il rispetto per la fatica imparato a loro e mie spese fruttano arricchiscono danno magari non per sempre magari solo per sei anni un viaggio in questo corridoio dilatato delle attese  impensabile solo pochi anni prima un viaggio che modifica una volta per sempre qualsiasi giudizio evento sbaglio decisione che mi riguardano niente si salva nulla rimane come era prima di questo inesorabile viaggio di questa provvisoria destinazione che travolge il senso comune sconfigge la logica naturale scardina le miserie della vita precedente apre una stagione incommensurabile funziona al contrario della porta nietzscheana niente torna più com’era prima.

Poi incontro i graduate students e ricordo che la natura anche quella secolare e maestosa non sempre può difendersi dalla degenerazione.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...