Paradiso

11.

Galleria Americana: HG

All’università di Pittsburgh ci sono molti personaggi che mi appaiono stratosferici io arrivo dalla provincia italiana anche se ho fatto il militare lontano dal buco del culo del mondo (che sta dalle parti di Cuneo adesso ne sono sicuro almeno è il buco del culo del mondo visto dal mio punto visivo) ho fatto l’università non proprio sotto casa e il militare ancora più lontano sono stato un po’ in giro prima di venire a Pittsburgh Francia Spagna Grecia Valtellina no in Valtellina no quei tre monti mi fanno ribrezzo lo so non sono even nearly close to make at least the tour of my prison come direbbe la Yourcenar ma insomma ho visto alcuni posti e le persone che ci stavano non mi hanno mai impressionato le cose lì le bellezze naturali anche le costruzioni umane Guernica mi ha stravolto il dipinto non la città ma insomma a me le persone stravaganti incuriosiscono ma credevo di avere una nozione ampia di stravagante invece ho scoperto che non ne ho la più pallida idea solo l’America mi consente di dare sostanza a quella che scopro è una parola a cui non corrisponderebbe alcuna cosa se non avessi attraversato l’oceano per imparare quali sono tre delle principali ragioni che causano stress e quindi cominciano i corsi a fine agosto del 2001 e io devo seguirne uno della specie proseminar così viene chiamato immagino che debba precedere un seminar è insomma una specie di introduzione alle meraviglie degli american studies cioè non in senso stretto ma lato un’introduzione al modo in cui si studiano le cose in America e questo proseminar è tenuto da due professori l’altra è la HG insegna nel dipartimento russo lei credo sia americana di origine polacca innamorata delle cose italiane e lei è tutte queste cose ha una casa antica come possono essere le case di Pittsburgh ama l’opera e cucinare e non le può fregare di meno di cosa pensano gli altri è il mio culturally trasgressive cultural shock un giorno in cui piove e c’è il proseminar cioè un giovedì i graduate courses si tengono tutti un solo giorno alla settimana insomma questo giovedì piove e a Pittsburgh piove spesso uno dei motti dell’amico AA era “I am not made of sugar” in risposta all’invito ad usare l’ombrello ma anche i non nativi si sono abituati a non portare mai l’ombrello GM per esempio non sa più che farsene in effetti spesso è inutile dato che piove di traverso come nevica dunque servirebbe un’armatura ma sarebbe scomoda penso e insomma c’è lezione e la HG entra indossando un paio di stivali di gomma e una tuta acetata che assieme sembrano venire da lontano  mi ricordano i contadini nei campi attorno casa mia in Italia non negli States non ho mai visto contadini da queste parti i contadini dicevo quando arriva l’acqua per irrigare i campi e le serate di fine estate cominciano ad essere corte e fresche loro hanno una forca un badile un altro utensile a cui si appoggiano e da cui sembrano trarre una forza quieta sicura stanno lì e gli elementi gli ubbidiscono l’acqua si sparge sopra il campo coltivato e il ciclo continua per HG la pioggia viene accettata guidata messa in condizione di servire lei passa fa quello che deve fare guarda e riprende a cucinare ascoltare arie d’opera leggere sorridere be tranchant.

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