Paradiso

13.

Nel 2000 sono stato in America un paio di volte come turista in estate per un mese circa con quella ragazza italiana che sarebbe stata una delle tre cause tra le maggiori dieci che generano stress e dolori lancinanti vari al collo ma non solo come dirà la dottoressa carina dell’UPMC alcuni mesi dopo in luglio 2000 lei aveva organizzato un po’ di gitarelle fuori porta alcune più piacevoli di altre in un caso c’è stato anche un mezzo incidente quando siamo andati in Canada con un gruppo di spendaccioni vecchierelli canuti e bianchi (anche vecchierelle, molto spendaccione esse pure) è successo che una condomina di L. le aveva suggerito di approfittare di queste gite a prezzi stracciati tipo $30 per il viaggio in pullman al casinò non alle cascate proprio al casinò Niagara con $15 di gettoni in pratica 15 per il viaggio e 15 da spendere al casinò allora siamo partiti prestissimo da Pittsburgh downtown ci siamo fermati a far colazione in uno di quei luoghi d’incrocio delle grandi vie di comunicazione dove trovi tutte le catene possibili e immaginabili dal cibo ai motel alle pompe di benzina e noi ci siamo fermati in uno di questi posti per circa un’ora e per la prima volta ho visto americani autentici muoversi in questi ambienti che per loro sono sempre ristoranti anche il bar che ti serve un’insalata o una crêpe un po’ elaborata diventa un ristorante questo l’ho sentito tre giorni fa giovedì 24 marzo qua a Mtown una al telefono stava in questo posto che è semplicemente un bar dove puoi anche mangiare e ha detto a chi con lei interloquiva over the phone “I am in a restaurant right now” e io mi sorprendo ancora dopo dieci anni mentre scopro queste cose comunque per la prima volta sulla via per le cascate del Niagara ho visto questi gruppi di indigeni alle prese con un pasto poi siamo ripartiti e ad un certo punto è successo questo mezzo incidente cioè quelle gite sono pensate per un gruppo preciso di persone quello che loro into the know chiamano target e questo target erano appunto vecchierelli (e vecchierelle) canuti e bianchi ma strettamente americane non che fosse proibito agli stranieri ma semplicemente non è previsto non deve esser mai successo prima e forse chissà nemmeno dopo insomma siccome il casinò Niagara sta sulla parte canadese delle cascate che è pure la parte più spettacolare ad un certo punto dovevamo attraversare il confine col Canada e tutti hanno dato il loro documento americano nessuna sorpresa sono cose di routine ma io e L. non siamo cittadini non abbiamo la patente o altro ID americano e così tiriamo fuori i nostri passaporti italiani e l’agente di dogana è taken aback come si dice qua e costretto a una diversa procedura a verificare torna nel suo gabbiotto fa controlli c’impiega un po’ più dei 2 minuti di routine non so forse 8 o forse 10 minuti magari 15 ma non di più e tutti sul pullman l’autista per primo che già aveva fatto una faccia schifata da here we go appena visti i nostri passaporti visibilmente si incazzava man mano che i minuti passavano stavamo non solo ritardando ma soprattutto accorciando il tempo di gioco per tutta quella truppa incallita di gamblers e secondo me non ne sono sicuro ma secondo me il più accanito giocatore era proprio l’autista.

L. credeva di avere una strategia per vincere al casinò come James Bond in quell’episodio della serie girata in Montenegro di sicuro aveva tutta la superstizione di un giocatore abituale e magari anche la convinzione che siccome ci sapeva fare coi numeri poteva vincere e invece non vincemmo nulla forse lei come tutte le persone superstiziose mi deve aver accusato di qualcosa io spero che L. non si sia mai  lasciata troppo attirare dal gioco d’azzardo perché era una tipa che correva quel rischio. Solo James Bond alla fine vince.

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