Purgatorio

4.

Mentre stai sul cesso e la tazza sotto si sposta non intendo sembra spostarsi si sposta proprio e le tue propaggini con lei non lo sai soprattutto le prime volte non è facile capire che mentre tu ti stai scaricando anche la terra sta facendo i suoi bisogni e tutti assieme si va di lato di corpo e di lato solo che lei va un po’ più di lato di te e porta con sé cose persone tutto quanto sta sulla placca infatti dopo un po’ capisci che non sei poi così padrone delle tue azioni nemmeno quando stai nella rivoluzionaria Berkeley le cose vanno un po’ troppo spesso per conto loro in effetti avrei dovuto capirlo subito in quel settembre 2003 appena arrivato lei la terra mi aveva avvisato prontamente non ci aveva messo molto stavamo ascoltando un sindacalista italiano parlare di storia fascista e non fascista non ricordo era la prima di una sterminata lista di interventi spesso purtroppo livello senior Wes “scholar” una bella serata tipico settembre East Bay un cielo che come sempre ti toglie dalla testa l’idea manzoniana sul cielo della Lombardia e all’improvviso il momento messianico della Torah di cui parlano tutti le cose che sono esattamente uguali a se stesse solo impercettibilmente un po’ diverse tu in quel preciso momento lì abbracci con la capacità dei tuoi sensi che non è la vista non l’udito non il tatto non l’odorato qualcosa che li comprende tutti e non si identifica con alcuno capisci senti anzi che sei appena passato attraverso quella porta ovvero quella porta ha risucchiato dentro te e tutto quello che c’è attorno tu vedi che le cose sono esattamente quelle di prima hai però anche sentito che le cose sono ora impercettibilmente cambiate si sono spostate di quel poco che succede quando il messia probabilmente passa smuove lascia tutto come era quasi perché chissà forse la salvezza sta nel mostrarti che l’hai appena scampata e forse la prossima volta non sarà così certamente non sarà così tutte le volte arriverà la volta in cui non vedrai più nulla dopo lo scuotimento messianico e allora anche se ti sei messo sotto il banco come tutti i californiani allenati da anni di esercitazioni in attesa del Big One non riuscirai a scamparla allora forse avrai la stessa espressione che il sindacalista e io avevamo quel pomeriggio celeste a Berkeley unici due italiani nella stanza a guardarsi come bambini innocenti inconsapevoli e anche un po’ stolidi mentre il messia passa avvisa scuote e non si cura di loro.

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