Nos damnati sumus

1.

— L’amico del fuoco aveva abbandonato presto lo studio delle parole antiche – disse al reduce che gli aveva rivolto alcune domande di circostanza – dopo essersi accorto che i libri sragionano e mentono come gli uomini e che i fatti su cui esse si prodigavano, non esistendo, non avevano bisogno di essere spiegati. Alle arcane formule aveva preferito leve, argani, puleggie, macchine, e soprattutto lo studio della macchina imperfetta che ci rende schiavi dei nostri organi, questo corpo che sale come il sole e poi rotola giù come una palla, fino a sparire dietro un orizzonte ancora oscuro ma che prima o poi, prevedeva Zenone, sarebbe stato rischiarato dalla fiamma del sapere.

Anni fa lasciai Wittenberg perché ero stufo di dispute teologiche e di dottori che mi spiegavano quello che leggevo, mentre fuori la Germania bruciava. Ed ora mi ritrovo ad ascoltarne uno, forse ubriaco, che avanza improvvide previsioni in una bettola dimenticata da ogni spirito!, rise l’uomo dai cento nomi. E prima della epifania sul nostro ultimo orizzonte, cosa ci attende, mago? L’egemonia di predoni come i Fugger?

— Il sorriso di Zenone, stavolta, si trasformò presto in una smorfia di disgustata consapevolezza.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...