Indro Montanelli, anti-politico

Sono connesse l’anti-politica e l’impolitico di cui parlano molti filosofi contemporanei italiani? Con questa domanda nient’affatto retorica Suzanne Stewart-Steinberg inizia la sua Ringrose Conference all’università di Berkeley (ieri, 30 aprile 2012). E ricorda un dato significativo spesso trascurato e passato sotto silenzio: negli anni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, circa 3 milioni di italiani ritornarono nella penisola, dopo essere stati detenuti in varie prigioni europee e non solo. Un gruppo ovviamente imponente, che, dice la professoressa della Brown University, mise se non altro in questione l’identità della popolazione italiana, poiché al loro ritorno queste persone si trovavano certo a dover affrontare una situazione completamente diversa da quella che avevano lasciato. Stewart-Steinberg sottolinea anche che il neorealismo, ad esempio, non si preoccupò molto di questa massa. L’incipit le serve per introdurre due questioni: la biografia e il lavoro di Montanelli, e la questione del qualunquismo coniato da Giannini, di cui trova traccia nella Comunità che viene di Giorgio Agamben (e da qui una possibile risposta alla domanda d’inizio). Per tornare a Montanelli, la studiosa ricorda il suo “romanzo” Qui non riposano (in realtà sembrerebbe più un vero e proprio oggetto narrativo), scritto tra il 1944 e il 1945, in cui autobiografia, pezzi giornalistici, e fiction si mescolano per veicolare l’idea — tanto cara a troppi individui ancor oggi — che “fascists were victims too.” Ovviamente, “vittima delle circostanze” è anche Antonio Bianchi — l’alter ego nell’opera di Montanelli — il quale diventa giornalista perché vuole che anche “the little milkman from Ohio” possa comprendere cosa accade quotidianamente. E questo renderebbe l’intrepido giornalista odiato da destra e sinistra. Peccato che molte delle cose che il giornalista vivente scrisse fossero falsità, ricorda Stewart-Steinberg, come la sua presunta presenza in piazza Loreto quando è stato appurato che non fosse nemmeno in Italia, al tempo. Un altro millantatore e bugiardo, insomma, ma assai più subdolo del suo ultimo nemico (nemico?), l’ex-premier amico delle giovani bisognose.

Perla: chi sapeva che Montanelli, in Abissinia, si comprò una moglie di appena 12 anni? Io no. Ma credo alla Stewart-Steinberg sulla parola.

  1. maurizio vito

    Bisognerebbe mandare il filmato (con qualche commento ad hoc, ça va sans dire) a quelli di FQ, che stanno raccogliendo materiale su questo grand’uomo. Grazie d’aver condiviso il video.

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