Mala Tempora Currunt

Esiodo, nel suo Le opere e i giorni, si accanisce contro lo stolto fratello Perse, scialacquator meschino, il quale, dopo aver corrotto un giudice al fine di appropriarsi dell’eredità spettante al poeta (da che mondo è mondo, evidentemente…), annuncia di voler avviare un’attività commerciale via mare. Ovviamente privo dell’arte della navigazione, Esiodo gli ingiunge di venire a più saggi consigli, poiché il mare aperto è una bestia difficile da domare. Non sappiamo come finì. Ma sappiamo che data da quei secoli, se non addirittura prima (esiste un racconto egizio che associa perizia nautica e politica), la metafora del nocchiero (o nocchiere) come saggio politico al comando della Nave dello Stato. Oggi quella metafora non ha più molta valuta, se non per pochi aficionados come il sottoscritto, che vivono come una meta-metafora del disastro odierno non i naufragi delle Costa Concordia varie in balìa di comandanti ebbri, ma le sorti terribili e regressive che colpiscono gli ultimi interpreti dell’arte, nocchieri in caduta mortale da una nave scuola durante una navigazione di piccolo cabotaggio. Ci piace pensare che non la miseria odierna, ma un dispetto del dio Sonno, di nuovo, volle privare la nave della sua guida.

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