UPDATE: Vincenti di provincia

imagesSono più o meno le 22.30 in Italia, di una giornata di aprile che di primaverile ha poco. Alla stessa ora, nella gelida Germania, la piccola meraviglia torinese si sta facendo sballottare allegramente da una banda di allegri teutonici, veloci robusti e scanzonati. Le undici zebrette sembrano più infreddoliti cerbiatti, gli undici alemanni caracollano da incursori abituati a procedere senza troppe cautele, vento in poppa e Diana benevola a illuminare il cammino. I vincitori provinciali si rivelano, una volta di più, perdenti con dignità, come se questo fosse il vero scopo dell’impresa. Non un colpo di reni, non un guizzo, niente che ricordi che ad affrontarsi dovrebbero esserci due pari grado, sul campo agonistico. Il condottiero ha deciso di mostrare al mondo che solo lui decide le strategie e le tattiche, che alla prova andrà chi decide lui. Il puledro scalpitante che l’opinione pubblica si aspettava, investito di responsabilità, organizzare la manovra, siede a lato del fiume, e attende. images-1I dieci saggi (più uno) messi in campo a deflettere le attese fanno precisamente quello, non decollano, abbozzano, subiscono, non convincono. Il condottiero vincente di provincia interviene, mescola le carte, ma non si piega alle aspettative: via la prima coppia incaricata di preparare la strada alla sconfitta dignitosa, dentro la seconda, con i medesimi obiettivi. Il puledro rimane ancora un po’ in attesa, poi arriva il suo turno, quando il risultato – cercato, la sconfitta dignitosa – è acquisito. Perdere, ma con juicio. Adelante, ma di lato, e con testarda fiducia che le nostre sconfitte, preparate caparbiamente con la dignità di vincenti de noantri coltivata da decenni, non potranno non venire.

Conte, Napolitano, Prandelli (Euro 2012): pari sono, sul grande palcoscenico del mondo, dove la Fortuna arride ai giovani, mentre loro si dedicano a perdere con i propri “senatori” anziché rischiare di vincere con i cavalli apprezzati dalla – certo, volubile, come no… – pubblica opinione. Serviti.

UPDATE: date le dichiarazioni post-debacle, va menzionato, nella speciale categoria “vincenti di provincia,” anche il signor Buffon, uno dei tanti trait d’union tra Monaco 2013 e Berlino 2012, il più decisivo.

DISCLAIMER: no, non è un’allegoria pro M5S. Anzi, il vecchio e nato già vecchio (mettiamoci pure il pupo tos’hano) non si ricicla né si celebra.

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