Kathodos

imgresNei giorni scorsi ho visto, in un brevissimo videoclip presente sul sito web di uno dei maggiori quotidiani italiani, un sindacalista, navigato e deciso, in difficoltà nell’arginare le intemperie verbali di un inqualificabile ex- e post-fascista, in uno studio televisivo. E ho visto il conduttore di quello stesso programma incolpare il sindacalista del ‘successo’ della condotta becera dell’ex-post fascista. L’Homo Cathodicus ha apostrofato e zittito, togliendogli la parola, l’Homo Socialis, mentre l’Homo Latrans  si godeva in pace il suo risultato. Dopo la sua reprimenda, l’homo cathodicus ha passato la parola ad un altro ospite, fuori dallo studio, impedendo all’homo socialis non solo di replicare ma anche di finire il suo ragionamento appena iniziato. Credo di non aver mai visto tanto chiaramente prima di allora (forse perché non guardo mai quella cosa antietica che è l’accozzaglia di trasmissioni ‘politiche’ [anima di Platone perdonami] sparse a piene mani per l’etere italico) lo stato di degenerazione in cui versa la condizione antropologica di chi partecipa al discorso pubblico attuale. L’homo cathodicus insegna dunque che il latrato è parte accettata e persino giustificata della dialettica (anche qui, Platone abbi pietà) nell’arena televisiva, e che rivendicare il diritto a poter esporre ciò che si pensa senza interruzione equivale a giustificare il latrato stesso. Mi si potrà obiettare che un paio di minuti, una trasmissione, un canale, un ristretto gruppo di persone non fanno una dimensione antropologica. No, certo, non posso che concordare. Ma qualcosa fanno. Fanno un kathodos, mi pare di aver capito. Fanno cioè un emblematico esempio di ‘discesa dell’anima’ (questo significa il termine greco), di sprofondamento da una condizione superiore (che non ci si mette qua ora a definire) a qualcosa di infimo, di collocato inferiormente, e non dal punto di vista spaziale, bensì da quello evolutivo.

Nel migliore dei casi, trattasi di regresso perlomeno dal punto eziologico. A pessimi effetti, improbabili spiegazioni delle cause.

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