Parkland students

ps 1.jpegCosa sta succedendo negli States? Da una decina di giorni Parkland, in Florida, è al centro dei notiziari. Il 14 febbraio, uno studente espulso dal liceo Marjory Stoneman Douglas è tornato alla scuola con un’arma da guerra, l’AR-15, già usato in recenti massacri come quello di Las Vegas e di Orlando, e ha ucciso 17 persone, tra studenti e personale docente. Poi ha cercato di mescolarsi tra gli studenti in fuga, ma è stato preso ed ora è in carcere. Storia abbastanza ordinaria negli Stati Uniti, purtroppo. Quello che ordinario non è, invece, è stata la reazione dei sopravvissuti e delle sopravvissute. Anziché ritirarsi nel dolore e piangere i propri morti, ragazze e ragazzi del liceo hanno preso l’iniziativa, puntando il dito direttamente in faccia al partito repubblicano, alla casa Bianca, e alla potente e ricca NRA, l’associazione delle armi. Attraverso posizioni bene articolate e proposte immediate di azioni tese ad aumentare il controllo della vendita d’armi, esposte in innumerevoli interviste ai media, ad un incessante promozione di eventi e dimostrazioni, i “Parkland students” (e i loro insegnanti e genitori) stanno mettendo alle strette chi ha facilitato la creazione dello status quo. In un infuocato Town Hall meeting organizzato dalla CNN, student* e genitori hanno affrontato senatori e esponenti della lobby delle armi, dimostrando una notevole capacità dialettica e chiarezza di idee. E i risultati cominciano a vedersi: la lista di compagnie che hanno ritirato facilitazioni e collaborazioni con l’NRA si allunga giorno per giorno. Politici repubblicani, e persino il governatore della Florida stanno cominciando a proporre soluzioni per mettere un freno alla vendita indiscriminata delle armi. Facoltosi donatori del partito repubblicano hanno dichiarato di non essere più disposti a finanziare i politici se non approvano leggi restrittive. Il sindaco di Dallas in cui da anni si svolge l’annuale convention dell’NRA, ha chiesto all’associazione di organizzarla altrove. Per il 24 marzo è stata organizzata unaps2.jpeg marcia nazionale, l’esito della quale, in termini numerici, dirà quanta eco il grido da Parkland ha avuto. Ed in questa situazione, cosa sta facendo il partito democratico? Poco o nulla, sembrerebbe. Anche tra le sue fila ci sono molti riceventi denaro dall’NRA. Ma l’aria che tira non promette nulla di buono per i devoti del soldo degli armaioli. The Parkland students are coming. [Qua trovate una lista di articoli sulla vicenda]

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