Pres2016#2 UPDATE

No Jeb!And then there were 5. Poche ore fa si è svolta la terza tappa delle elezioni presidenziali 2016, in Nevada per i democratici ed in Carolina del sud per i repubblicani. Clinton ha battuto Sanders 52 a 48 in punti percentuali, mentre Trump ha vinto nel campo repubblicano. E così ha fornito l’opportunità a Stephen Colbert, il brillante comico che ha preso il posto di David Letterman, di realizzare l’ennesima puntata di “The Hungry for Power Games“, modellata ovviamente sui film con Jennifer Lawrence. Aspettiamocela nei prossimi giorni. Lo stesso Colbert aveva già letto nella sua sfera di cristallo lo scenario che si è appena materializzato. La vittima, Jeb Bush.

La macchina elettorale che sosteneva il fratello del quarantatreesimo POTUS (President Of The United States) si è presto incagliata nei bassifondi dei sondaggi ovunque, e non ha più ripreso il largo.

Più interessante notare cosa sta succedendo nel campo democratico, dove la vittoria di Clinton di 4 punti può rinfrancare l’ex Segretario di Stato ma non ha certo scoraggiato il suo antagonista Sanders. Il prossimo test in Carolina del sud sarà altrettanto significativo.

Quod erat demonstrandum.

Pres2016#1

PE2016La campagna elettorale negli States non finisce mai. Poiché si elegge il presidente ogni 4 anni, si rinnova il Congresso ogni due, governatori, e sindaci continuamente, per non parlare di procuratori, giudici e compagnia giudicante (purtroppo, anche la giustizia è una questione sottoposta alla politica negli Stati Uniti), il risultato è un ininterrotto fiume di dichiarazioni pubbliche, comitati elettorali, sondaggi (a chiunque è nota la passione per le statistiche che pervade ogni ambito pubblico e privato oltreoceano). Ma le presidenziali rimangono ovviamente il campo di battaglia più infuocato e più ricco di conseguenze, dentro e fuori lo spazio federale. Quest’anno i due campi, democratico e repubblicano, si distinguono drasticamente. Continua a leggere

L’invisibile ovunque

L’invisibile ovunque (2015)

 

Bisogna acuire il paradosso: più il nuovo irrompe, nella crisi rivoluzionaria, e più l’epoca è in crisi,
più è “out of joint”, più si ha bisogno di convocare l’antico, di “prenderlo a prestito” (emprunter).
J. Derrida, Spettri di Marx

 

Alla fine di novembre del 2015 Wu Ming ha pubblicato la sua più recente opera collettiva, che reca tutti i segni del cambio di direzione narratologico e stilistico operato dalla band bolognese, già adombrato con la pubblicazione di Timira (2012) e Point Lenana (2013) ed infine esplicitato ampiamente dopo L’armata dei sonnambuli (2014). L’invisibile ovunque (IO da qui in avanti) è, di conseguenza, un testo assai diverso dalle opeimagesre precedenti per stile, forma, e concetto narrativo. I quattro episodi che lo compongono sono punti di vista obliqui sulla Grande Guerra, ma l’opera nel suo insieme è anche, forse soprattutto, una riflessione introspettiva, e presenta perciò un accentuato afflato intimistico. Il senso di sconnessa prossimità – se ci è consentito un ossimoro – che emerge dalla lettura degli episodi, il tono generale di straniamento e l’anelito alla sopravvivenza dei protagonisti delle vicende sono infatti il codice a barre di questo testo assai più breve, e molto più disomogeneo, dei lavori collettivi precedenti di Wu Ming.[1] Continua a leggere

Luca Rastello

imagesHo incontrato Luca Rastello una volta sola, molti anni fa. Era venuto alla libreria Rinascita di Brescia per presentare il suo libro La guerra in casa, un episodio del quale raccontava le vicende terribili accadute ad un carissimo amico, Agostino, in terra ex-jugoslava. La serata fu molto movimentata. Mostrando la stessa verve critica, onestà analitica, e coraggio che si possono leggere nel suo recente romanzo I buoni (2014), Rastello si era attirato le ire dei simpatizzanti di un’altra organizzazione ‘buona’, quella che faceva capo a Don Bizzotto, i “Beati i costruttori di pace”, alcuni membri della quale affollavano la sala della libreria e fecero sentire la loro disapprovazione. Peccato, per loro, che Luca Rastello fosse tutt’altro che impreparato a parare i loro attacchi e a contrattaccare. Ho molto vivido il ricordo di quella serata, e anche se ho seguito Luca solo attraverso i suoi scritti l’amico Agostino di cui sopra mi teneva al corrente della sua situazione personale. Venire a sapere della sua prematura morte mi ha rattristato, e formulo voti affinché tutte le persone, famigliari e amiche/amici che ora stanno soffrendo a causa di questa morte , sempre o quasi ineffabile, trovino quanto prima serenità.

Ai miei 2,5 lettori/lettrici consiglio la lettura dei suoi libri, se già non l’avessero fatto.