Etichettato: Elsa Fornero

Esercizi di Stile, parte II

Articolo 18, Fornero difende la riforma
”Provo angoscia, non siamo dei freddi tecnici”

           


EF “Non vogliamo spaccare il Paese”. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ospite di “Radio Anch’io” difende la riforma, sostiene di provare “angoscia” davanti ai tragici gesti legati alla crisi e tira una stoccata, senza nominarle, a Cisl e a Uil. Che dopo un iniziale via libera alle norme hanno assunto posizioni più rigide. “L’idea che ci sia tensione sociale e disperazione fino ad arrivare a gesti estremi mi crea angoscia”, afferma.

MV   Non vogliamo spaccare il Paese, è lui che è troppo fragile e sensibile: ma si potrà suicidarsi solo perché ti tolgono la dignità e la certezza di dover lavorare tutta la vita per avere una decente esistenza?

EF     Sindacati. “Abbiamo lavorato per tre mesi e abbiamo avuto tante ore per costruire la riforma. Siamo arrivati a fine percorso in cui c’erano tutte le parti meno una, la Cgil, d’accordo con quanto scritto nel documento, inclusa la parte sulla flessibilità in uscita. C’era l’accordo di tutti salvo che della Cgil. Se poi si è cambiato idea il governo non poteva metterlo in conto. Cambiare idea è legittimo, ma non abbiamo costruito una riforma contro, ma per il consenso”. Il ministro rifiuta l’etichetta di ministro anti Cgil: “Non ho mai fatto parte del ‘partito’ che pensava che con la Cgil fuori, la riforma avrebbe avuto una maggiore capacità di persuasione rispetto ai mercati. Che i mercati, cioè, si convincessero che la riforma era migliore se non c’è la Cgil. Non l’ho mai pensato e l’ho sempre detto a Susanna Camusso”. Con la quale, aggiunge la Fornero, “sono disponibile a un faccia a faccia”. Continua a leggere

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Del Parlar Indarno

Si comincia con il jester, Michel Martone:

“Dobbiamo dire ai nostri giovani – dice il vice della Fornero – che se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo. Essere secchione è bello, almeno hai fatto qualcosa”.

“La Repubblica, 24 gennaio 2012”

Anche farsi raccomandare dal papà conta come “fare qualcosa”?

Elsa Fornero:

Con il vice che si ritrova, come stupirsi di qualsiasi stronzata non negoziabile le esce?

Della serie: ho più scheletri nell’armadio che parenti da piazzare. Tanto che mia figlia deve sdoppiarsi tra la facoltà e il San Paolo, po’raccia. Continua a leggere