Etichettato: Mani pulite

Corsi e ricorsi

La prima volta che qualcuno mi parlò della Lega Lombarda era il 1985. Facevo il militare a Merano, e uno dei cuochi della caserma, tale NG, bergamasco, era già tutto invasato dai neonati celtici. Io venivo da una famiglia operaia, e quel tipo mi faceva semplicemente sorridere. Senza alcuna educazione (a scuola ci sarei tornato dopo il militare, per prendere il mio diploma alle serali), senza alcuna preparazione politica all’infuori dell’esperienza indiretta delle lotte operaie dei miei genitori, delle feste dell’Unità in cui Berlinguer era visto come un uomo al di sopra di ogni sospetto, delle discussioni fatte (ascoltate, per quanto mi riguardava) ogni domenica mattina con i compagni che ti portavano l’Unità a casa, sentivo comunque che c’era qualcosa di posticcio in quella presunta presa di coscienza regionale. Internazionalista e nomade, forse lì stavano i germi di quanto ora sono. Poi venne il CAF, Mani Pulite, e il trionfo della società civile… il cui emblema fu colui che scese in campo. Adesso c’è il M5S, che si dice non debba essere sottovalutato. Let’s agree to disagree. Come il PDL era facilmente prevedibile morisse senza il signor B. a pomparci dentro soldi e altro, e l’agonia della Lega è iniziata col sciopon (E duro campo di battaglia il letto) e l’inevitabile ammainabandiera conseguente, questo nuovo/antico agitator di popoli imperverserà per una quindicina di anni, aiutato dai voti della destra gattopardesca italiana, sempre alla ricerca di una nuova gabbana da indossare (chi avrà mai votato il neosindaco di Parma? Vergini politiche?), e poi svanirà. Le persone passano, i principi restano. E non ne sopravviveranno, in Cricketland.

Sic Transit Turpitudo Mundi

Da qualche giorno alcuni editorialisti italiani che scrivono sui quotidiani che vanno per la maggiore, si stanno strappando i capelli ripensando a quanto era bravo il leghista d’antan, quello che aveva capito che esisteva una questione settentrionale e se ne era fatto portatore. Non leggo lorsignori, ricevo l’eco dei loro peana dal tamburo battente dell’indignazione a corollario di tanta magnanimità e rispetto intellettuale. Non ne condivido una virgola. La favola del leghista alternativo e vendicatore dei torti subiti da parte degli abitanti del Nord Italia è finita definitivamente (non che avessi mai avuto alcuna simpatia per tali personaggi, prima, sia detto a scanso di equivoci) con lo scandalo Mani pulite. Continua a leggere