Etichettato: Resistenza

Yamunin, Diario di zona: una non-recensione

Filadelfia&friendsHo due o tre ricordi del Filadelfia. Settembre ’83, partita di Coppa Italia, cat. Primavera. Il primo è che quel campo sembra tanto lungo quanto largo, e se ci devi correre dentro per novanta minuti sono cazzi. Il secondo è  che quando sono entrato, visto che partivo dalla panchina quel giorno, ero incazzato come una biscia, pronto a vendicarmi sul primo, innocente tra l’altro, torinista a tiro. Continua a leggere

In territorio nemico

In territorio nemico(1)Mentre gli Stati Uniti possiedono l’indiscutibile supremazia sulla forse discutibile disciplina del creative writing, in tempi recenti l’Italia si è distinta, senza praticamente rivali, per una modalità di scrittura poco praticata altrove: la scrittura collettiva. Tralasciando ovvie considerazioni rispetto all’impossibilità di una scrittura totalmente individuale, senza una qualsivoglia forma di partecipazione esterna (materiale d’archivio, memorie orali, supporti visivi, ecc.) che rende perciò ogni scritto opera collettiva, la produzione materiale e diretta dell’oggetto narrativo da parte di più individui dà origine ad un oggetto simbolico di natura complessa e feconda. Se il numero di coloro che ci ‘mettono le mani’ è, poi, letteralmente inaudito, come nel caso in oggetto, la questione assume ulteriori spazi di profondità. In territorio nemico è l’opera di cui sto parlando, un romanzo storico in cui hanno avuto una parte elaborativa  centoquindici (115) individui, con mansioni diverse, a volte multiple (ricavo queste informazioni dalle pagine apposte a fine romanzo). Continua a leggere

Lo Storico e il Galoppino

Per capire la differenza tra una persona seria e una penna prezzolata. Per conoscere gli eventi e dare un calcio alle falsità. Per continuare a resistere, per continuare a ricordare, e per Rosario Bentivegna, venuto a mancare oggi, 2 aprile 2012.

Copertina
Bentivegna Rosario
Via Rasella La storia mistificata
Carteggio con Bruno Vespa Introduzione di Sergio Luzzatto2006 pp.120 15,00 €

Nel suo libro Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi, Bruno Vespa dedica un brano all’agguato partigiano di Via Rasella, accusando gli autori di aver commesso un gesto inutile e contrario alle ragioni stesse della resistenza. In questo rigoroso pamphlet, e nello scambio di missive con Bruno Vespa, Rosario Bentivegna, uno dei protagonisti di quell’azione, evidenzia le omissioni, le distorsioni e le false informazioni sulla base delle quali il noto giornalista formula il suo giudizio. Il volume ricostruisce sinteticamente la verità sull’attacco partigiano di Via Rasella, sulla base di documenti e accertate acquisizioni storiografiche, mettendo in luce il carattere ideologico e forzato di tante “revisioni” mediatiche della storia italiana tra il fascismo e la Resistenza. Nel carteggio, Bentivegna e Vespa polemizzano argomentando le rispettive posizioni.

INTRODUZIONE
Sergio Luzzatto

Bruno Vespa non si accontenta, con la trasmissione «Porta a porta», di tenere semi-quotidiana compagnia ai nottambuli del Belpaese. Verso la fine di ogni anno, pensa bene di offrire a tutti gli italiani – ai dormiglioni come ai tiratardi – qualcosa come un libro-strenna da regalarsi a Natale. Così, per una manciata di euro i più devoti fra gli aficionados possono disporre, fra i variopinti pacchetti sotto l’albero, di una versione rilegata del brunovespismo televisivo.
I titoli dei volumi firmati da Vespa fra il 1994 e il 2001, cioè fra il primo e il secondo governo Berlusconi, sono istruttivi in se stessi: bastano da soli a testimoniare – oltreché ovvie esigenze di richiamo commerciale – una certa maniera di pensare la storia dell’Italia contemporanea. Il cambio (1994), Il duello (1995), La svolta (1996), La sfida (1997), La corsa (1998), Dieci anni che hanno sconvolto l’Italia (1999), Scontro finale (2000), La scossa (2001): presi uno per uno, i titoli dei libri di Vespa scandiscono ogni volta un presunto momento epocale, quando non suggeriscono un’emergenza nazionale o addirittura una crisi rivoluzionaria. Presi in serie, viceversa, essi alludono alla consolante evidenza per cui più tutto cambia, più tutto è la stessa cosa… Continua a leggere