Etichettato: riforma del lavoro

Esercizi di Stile, parte II

Articolo 18, Fornero difende la riforma
”Provo angoscia, non siamo dei freddi tecnici”

           


EF “Non vogliamo spaccare il Paese”. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ospite di “Radio Anch’io” difende la riforma, sostiene di provare “angoscia” davanti ai tragici gesti legati alla crisi e tira una stoccata, senza nominarle, a Cisl e a Uil. Che dopo un iniziale via libera alle norme hanno assunto posizioni più rigide. “L’idea che ci sia tensione sociale e disperazione fino ad arrivare a gesti estremi mi crea angoscia”, afferma.

MV   Non vogliamo spaccare il Paese, è lui che è troppo fragile e sensibile: ma si potrà suicidarsi solo perché ti tolgono la dignità e la certezza di dover lavorare tutta la vita per avere una decente esistenza?

EF     Sindacati. “Abbiamo lavorato per tre mesi e abbiamo avuto tante ore per costruire la riforma. Siamo arrivati a fine percorso in cui c’erano tutte le parti meno una, la Cgil, d’accordo con quanto scritto nel documento, inclusa la parte sulla flessibilità in uscita. C’era l’accordo di tutti salvo che della Cgil. Se poi si è cambiato idea il governo non poteva metterlo in conto. Cambiare idea è legittimo, ma non abbiamo costruito una riforma contro, ma per il consenso”. Il ministro rifiuta l’etichetta di ministro anti Cgil: “Non ho mai fatto parte del ‘partito’ che pensava che con la Cgil fuori, la riforma avrebbe avuto una maggiore capacità di persuasione rispetto ai mercati. Che i mercati, cioè, si convincessero che la riforma era migliore se non c’è la Cgil. Non l’ho mai pensato e l’ho sempre detto a Susanna Camusso”. Con la quale, aggiunge la Fornero, “sono disponibile a un faccia a faccia”. Continua a leggere

Esercizi di stile

MM: La riforma del lavoro è “equa e incisiva”.

MV: La riforma del lavoro è pagata dai soliti, un po’ più cara del solito.

MM: E per questo, fermo restando che il Parlamento è “sovrano”, cercheremo di “avere un risultato finale, in tempi non troppo lunghi, il più vicino possibile al testo varato dal cdm”.

MV: Per cui, diteci bravi e grazie e lasciateci lavorare.

MM: “Sento il peso di decisioni non facili” dettate dal fatto che la situazione” dell’Italia era piuttosto grave” ma abbiamo “cercato di essere equi nel distribuire i sacrifici” per risanare l’Italia. Mario Monti ribadisce ancora una volta che “non abbiamo mai potuto, dal 16 novembre, evitare di prendere decisioni difficili e sottolinea ancora una volta che per far crescere l’Italia “non ci si può illudere che ciò avvenga dall’oggi al domani, dopo qualche decennio gestito, diciamo così, in modo non ottimale”.

MV: Sento il peso di aver contribuito a creare le condizioni-capestro in cui sta il mondo occidentale, ma c’ho impiegato un po’ di anni, e non intendo certo buttare a mare tutto questo lavoro per quattro scalcagnati che protestano. Continua a leggere